Napoli, fermato uomo che violenta figlio e lo mette in vendita su internet

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Una storia assurda che sa di incredibile quella che ci apprestiamo a raccontare.

Un ragazzino di soli 11 anni ha subito ripetute violenze dal padre per più  di un anno.

Il padre non solo violentava il povero bambino nonché suo figlio ma, per cercare di aumentare i suoi  introiti, ha postato su internet il video delle violenze; tanta atrocità per far vedere le scene ai tanti pedofili che, purtroppo, navigano in rete.

Il terribile episodio è avvenuto in un quartiere periferico di Napoli.

Le forze dell’ordine sono riuscite a scoprire il padre orco e, qualche giorno fa, hanno fatto irruzione nell’appartamento dove abitava, lo hanno prelevato e rinchiuso in una cella del carcere di Poggioreale.

Una storia incredibile soprattutto se si pensa che l’autore di tanta violenza è stato un padre, l’uomo che dovrebbe difendere i propri figli da tutto quello che può riservare, di brutto, la vita.

Il ragazzino era così spaventato che per ore non ha raccontato nulla  delle violenze subite dal padre.

Il padre che postava i video delle violenze per poter avere dei proventi dai clic dei pedofili, subito dopo l’arresto è stato trasportato presso il comando delle forze delle ordine dove ha confessato tutto.


La madre del ragazzino anche’essa interrogata dal magistrato ha dichiarato che non sapeva nulla delle violenze che il marito perpetrava nei confronti del figlio.

La scoperta del padre orco è avvenuta grazie al lavoro costane ed incessante del corpo di polizia che giorno e notte per più di un mese ha seguito come si comportava l’uomo su internet, i video che postava e le richieste che faceva per farli visionare.

Il padre aveva deciso di mettere in vendita il figlio e aspettava la migliore offerta di qualche pedofilo per farlo.

Un poliziotto è riuscito a rintracciare il numero di cellulare del padre orco e lo ha contattato fingendosi interessato alla proposta di vendita.

In seguito ad alcune telefonate intercorse tra il poliziotto e il violentatore gli investigatori sono riusciti a capire dove l’uomo abitava.