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Coronavirus, imprenditore per ripartire decide di fare i test sierologici a tutti i suoi dipendenti spendendo 18mila euro

Un imprenditore di Pesaro, Massimo Cecchini, ceo e amministratore delegato di Str Automotive ha deciso di fare i test sierologici a tutti i suoi dipendenti e ha speso, per questo 18mila euro.

Cechini ha dichiarato: “Quattro sono risultati molto infettivi eppure stavano benissimo”.

E poi ha continuato: “L’ho fatto e lo rifarei perché è chiaro come le non competenze di questo esecutivo e l’incapacità di usare la logica più elementare, costringano noi imprenditori a fare tutto da soli”.

E poi continua: “E così 18mila euro investiti in screening sono una cifra ridicola rispetto alla salute delle persone, delle famiglie dei nostri dipendenti e delle attività economiche legate a tutte queste persone”.

“Il Governo italiano ne ha bloccato la distribuzione in partenza, tramite gli importatori di riferimento. Una scelta scellerata”.

Infine conclude: “Preparandoci alla ripartenza  ho preso contatto con una laboratorio di Pesaro che esegue test per la verifica quantitativa degli anticorpi IGm e IGg (il tipo di test che oggi la comunità scientifica descrive come il più efficace ed utile). Venerdì 3 aprile siamo riusciti a verificare un primo campione di 48 persone, abbastanza eterogeneo per sesso e fascia di età, quindi discretamente rappresentativo. Il test tra l’altro è velocissimo, i risultati arrivano dopo 2 ore”.

“Abbiamo messo in contatto i nostri medici del lavoro con il laboratorio per la gestione dei risultati. E’ emerso che: senza questo test gli 8 soggetti infettivi, non avendo avuto neanche un leggero raffreddore nelle ultime settimane, sarebbero rientrati al lavoro rischiando di infettare altro personale. Alla luce del risultato invece non rientreranno. Gli immunizzati, sempre previa indicazione del nostro medico del lavoro, riprenderanno a lavorare e potrebbero essere dei veri ’jolly’ per l’azienda”.

Ma Cecchini riflette anche su un altro dato: “Se applicassimo questa percentuale alla popolazione della città di Pesaro (100.000 abitanti) possiamo ipotizzare 25mila contagiati asintomatici, che in casa possono infettare i parenti, con incubazioni da 7 a 21 giorni e successive possibilità di contagio per i successivi 21/37 giorni. La strategia del governo quindi implica tempi di risoluzione non sostenibili per le imprese. Effettuare i test a tutti, invece, limiterebbe i contagi, in più si potrebbero utilizzare gli immunizzati (ognuno nell’ambito della propria realtà lavorativa) per i servizi di pubblica utilità con grande utilità per tutti e più tranquillità per gli operatori stessi”.