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Emergenza Covid-19, Zullo scrive da medico a Pierluigi Lopalco “Troppe morti in Puglia rispetto alle altre regioni perché i pazienti sono stati presi in carico tardi”

In un lungo post il capogruppo della regione di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, ha chiesto da medico delucidazioni sulle troppe morti che si stanno avendo in Puglia per il Coronavirus al consulente della regione Prof. Pierluigi Lopalco.

“Prof. Pierluigi Lopalco in Puglia si muore di più rispetto a tutte le altre Regioni del Sud ed Insulari. I numeri sono implacabili e non possono essere letti al confronto del dato nazionale. Sta a te capire perché; io porto all’attenzione del presidente Michele Emiliano e della task force dati inequivocabili sulla mortalità da COVID in Puglia, dove il tasso di mortalità grezzo dei deceduti per COVID per ogni 100 mila abitanti (al 21 aprile) è dell’8,7. In Sicilia è del 4,1, in Sardegna del 5,7, in Calabria del 3,9, in Basilicata del 4,3, in Campania del 5,5 e in Molise del 5,9. Mentre il tasso di mortalità specifico da COVID ovvero i deceduti per ogni 100 casi positivi è pari in Puglia del 9.69. In Sicilia del 7,26, in Sardegna del 7,52, in Calabria del 7,25, in Basilicata del 6,85, in Campania del 7,66 e in Molise del 6,38.

“Confrontare questi dati con il dato nazionale è fuorviante e tecnicamente inaccettabile perché è evidente che il dato nazionale è più alto perché risente delle Regioni del Nord, dove l’epidemia si è sviluppata in tempi e condizioni diverse, ovvero quando non erano ancora vigenti le misure di lockdown. I dati perciò vanno confrontati tra le Regioni del Sud e delle Isole perché investite dall’epidemia in concomitanza con le misure di lockdown introdotte dal Governo centrale, che ci ha salvati.

“I  numeri sono numeri e la mia preoccupazione è come medico, non certo come consigliere regionale, qui si tratta di vite umane da salvare. Io ho elaborato tre ipotesi che potrebbero spiegare questo dato e le commento con Te.  Ci sono più morti rispetto alle Regioni del Sud e delle Isole perché:

1)         la nostra popolazione è più anziana? Io non credo che possa essere così;

2)         la nostra popolazione soffre di pluripatologie molto più che nelle altre Regioni meridionali e insulari? Io non credo che possa essere così;

3)         è possibile che in Puglia i soggetti colpiti da COVID19 siano presi in carico tardivamente quando ormai il quadro anatomo-fisio-patologico si è così destrutturato al punto da non riuscire più a recuperare e salvare la vita della persona? Io credo che questa sia la causa.

“In Puglia: è mancata a domicilio e nelle RSA-RSSA l’assistenza da parte dei medici di base lasciati a casa per ordine di Emiliano; è mancata perché non esiste l’assistenza domiciliare; sono stati depauperati i Dipartimenti di Prevenzione e i Distretti; non si controlla la saturazione di ossigeno con i saturimetri; dall’insorgenza dei primi sintomi, all’effettuazione del tampone (quando viene fatto perché se ne fanno pochi) e al risultato passano giorni e giorni tra disorganizzazione e pastoie burocratiche.

“Un’intera generazione di anziani potrebbe sparire, per questo io non smetterò di richiamare l’attenzione su questi NUMERI perché a mio avviso questa epidemia ci accompagnerà per molto tempo ed il Sistema Sanitario Regionale e chi lo governa hanno il dovere di salvare vite umane, di salvare tanti genitori, tanti amici, tanti affetti. Come? Potenziando la medicina territoriale. Sono tantissime le esperienze che vanno in tal senso anche da parte di colleghi nelle Regioni del Nord a dirci che questa epidemia si combatte sul territorio prim’ancora che in ospedale. Ed anche il premier Conte nella sua relazione al Parlamento è arrivato ad affermare che occorre potenziare la medicina territoriale e la prevenzione.

“Detto questo, caro prof. Lopalco, tu vuoi negare questa ipotesi da ma accreditata? Nel metodo scientifico si parte dalla negazione dell’ipotesi per verificarla. Tu hai tutte le possibilità per farlo: prendi le cartelle cliniche o invia questionari ai familiari e verifica quanto tempo è intercorso dall’insorgenza dei sintomi alla presa in carico e confronta i nostri tempi con i tempi delle altre Regioni meridionali. Lo studio potrebbe indurre il Presidente-Assessore Emiliano a comprendere gli immani errori commessi nella gestione dell’epidemia, per non perseverare, visto che mi sembra che continui a farlo: registro il ritardo nella partenza delle USCA che dovrebbero assicurare assistenza e presa in carico a domicilio, in un’idea giusta di ribaltamento dell’approccio iniziale messo in piedi da Emiliano. E’ fondamentale l’avvio tempestivo delle USCA perché non siano anche queste meri slogan di Presidente di Regione-Assessore alla Sanità, inadeguato e roboante nei proclami e vuoto nei fatti”.