Italia

Donna di 44 anni viene punta al piede da un insetto, ricoverata muore dopo alcuni giorni

Una donna di 44 anni di Palermo, Elisabetta Semprecondio è deceduta dopo che un insetto l’ha punta.

La donna era sul terrazzo della sua casa e, improvvisamente è stata punta da un insetto.

La donna ha provato un dolore molto forte e per questo è andata all’ospedale Villa Sofia di Palermo dove le hanno prescritto una pomata e le hanno detto che poteva tornare a casa.

Il fratello Pietro, disperato, tra le lacrime racconta: «L’hanno lasciata morire … Andrò sino in fondo a questa storia. Non mi fermerò sino a quando non sarà fatta giustizia, perché mia sorella è stata uccisa dalla negligenza di medici e infermieri».

Pietro continua il suo racconto: «L’hanno lasciata morire. Se l’avessero curata per l’infezione al piede, oggi sarebbe ancora qui».

La donna aveva tre figli che hanno deciso con il loro avvocato Giulio Bonanno, di sporgere una denuncia ai carabinieri.

In seguito a tale denuncia, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti.

Pietro spiega che dopo la puntura, Elisabetta «… è andata in ospedale e, dopo averla visitata, i medici l’hanno dimessa dandole una pomata».

Ma la donna, tornata a casa stava sempre peggio, il piede si era gonfiato e le faceva molto male e si era anche alzata la temperatura.

Tornata in ospedale, Pietro racconta che  «Viene ricoverata in Medicina generale e là inizia il calvario. Non ci hanno permesso di vederla. Continuavano a dirci che non era permesso per via delle misure anti contagio. Dopo tre giorni trascorsi con gli stessi vestiti, senza potersi cambiare e lavare, un’altra delle mie sorelle è riuscita a entrare per pulirla, ma è stata cacciata in malo modo».

E poi, ancora: «L’hanno sottoposta a cinque tamponi per il Covid-19, risultati tutti negativi. Piangeva al telefono, era sempre più stanca, il piede e il polpaccio sempre più gonfi e neri. Negli ultimi giorni non riusciva neppure a stare sulle gambe. Poi l’ultima chiamata, in cui balbettava».

Elisabetta stava sempre peggio « … Aveva perdite di sangue e il 9 giugno in un messaggio inviato alle 12.48 ci dice che ha un fortissimo mal di testa e che l’infermiere le aveva detto che le avrebbe dato una tachipirina. Quel pomeriggio mia sorella viene operata per un’embolia al cervello e dopo ricoverata in Rianimazione».

Pietro conclude così il suo racconto con la certezza che vuole giustizia per la sorella e per i suoi tre figli: «Elisabetta stava benissimo, era sana come un pesce. L’hanno lasciata morire senza prestarle le cure necessarie. Non si può morire per un’infezione al piede causata dalla puntura di un insetto».

Elisabetta che era mamma di tre ragazzi di 25 anni,  20 anni e  9 anni, ha lasciato i figli nella disperazione.

Pietro aggiunge ancora:  «Mio nipote continua a chiedere: ‘Dove è la mamma?’. Aspetta un suo messaggio. Non si può morire così, ammazzati dalla negligenza. La nostra sanità è a pezzi, ma io non mi fermerò sino a quando non avrò giustizia per mia sorella».