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Cassazione, riapre il caso di Matilda, bambina morta nel 2005

Dieci lunghi anni sono trascorsi da quando morì Matilda una bambina di soli 23 mesi.

La piccola morì per un forte colpo alla schiena probabilmente o un calcio o un pugno infertole da qualcuno che le provocò danni irreparabili al rene e al fegato.

Una morte che lasciò tutti allibiti e che non ha mai avuto un colpevole.

A distanza, però, di dieci anni la Cassazione in  seguito al ricorso presentato dalla madre di Matilda, Elena Romani ha deciso di riaprire il caso con il processo a carico di Antonio Cangialosi.

Antonio Cangialosi era all’epoca del triste evento il compagno di Elena Romani e la donna con la sua piccola si era trasferita per convivere a casa dell’uomo.

Gli inquirenti subito dopo la morte della piccola Matilda indagarono sui due amanti.

La madre di Matilda, Elena Romani fu processata ma i giudici decisero di assolverla.

Le indagini si concentrarono sul compagno Antonio Cangialosi che fu rinviato a giudizio ma solo dopo parecchi anni i giudici a giugno 2014 decisero che non c’erano  le prove per procedere nei confronti del Cangialosi.


Ora la cassazione con la decisione presa ieri ha di fatto riaperto il caso disponendo che ci sia un processo a carico di Antonio Cangialosi.

Matilda il 2 luglio 2005 morì in seguito a uno o più colpi ricevuti alla schiena.

La bambina il giorno della sua morte dormiva nel letto matrimoniale mentre i due amanti Antonio Cangialosi e Elena Romani si addormentarono nel soggiorno.

La madre fu svegliata dai pianti della bambina che aveva rigurgitato sporcando le lenzuola.

Elena Romani si allontanò dalla stanza matrimoniale per stendere del bucato; fu il suo ex compagno Antonio Cangialosi ad accorgersi che la bambina stava male e a chiamare il pronto soccorso.

La bambina subito dopo morì.