Che tempo che fa, Cecilia Sala racconta la prigionia in Iran senza spendere neppure una parole sulla Meloni
La giornalista Cecilia Sala, liberata dopo 21 giorni di detenzione in Iran, ha parlato della sua esperienza durante l’intervista a Che Tempo Che Fa, senza citare l’intervento del governo italiano.
L’intervista e il ruolo di Elon Musk
Durante la sua prima intervista televisiva dopo il ritorno in Italia, Cecilia Sala ha raccontato la sua drammatica esperienza di prigionia in Iran, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Nel corso del colloquio, Sala ha menzionato l’unico contatto indiretto con il team di Elon Musk: «Nessuno della mia famiglia, né il mio compagno Daniele Raineri, ha mai parlato con il magnate americano. Daniele ha contattato il referente italiano, Andrea Stroppa, e l’unica risposta ricevuta su Musk è stata: “informato”».
L’affermazione lascia spazio a diverse interpretazioni, senza chiarire se Musk abbia effettivamente svolto un ruolo diretto nella vicenda. Tuttavia, l’interesse si concentra principalmente sulla narrazione della giornalista, che ha sottolineato l’importanza del supporto ricevuto dal proprio Paese.
Nessun riferimento alla politica italiana
Durante l’intervista, Sala non ha citato in alcun modo l’operato del governo italiano o del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riguardo alla sua liberazione. Allo stesso modo, Fazio ha evitato domande dirette sul ruolo svolto da Palazzo Chigi o dalla diplomazia italiana. Questo aspetto ha generato dibattito, considerando che la liberazione di Sala è stata una delle operazioni più rapide nella storia recente, come lei stessa ha sottolineato: «Questa è stata l’operazione per liberare un ostaggio in Iran più rapida dagli anni Ottanta».
Unica concessione della giornalista è stata una riflessione sulla sua fortuna: «L’isolamento è una condizione in cui si trovano ancora tantissime donne iraniane, che non hanno la fortuna che ho avuto io di avere un Paese alle spalle che ti protegge». Tuttavia, il riferimento al Paese rimane generico, senza menzionare alcun esponente politico o istituzione specifica.
I momenti più difficili della prigionia
Nel corso dell’intervista, Sala ha descritto dettagliatamente la sua prigionia: «Mi hanno prelevata nella mia camera d’albergo mentre lavoravo. Ero incappucciata in macchina, con la testa abbassata sul sedile. Ho capito che mi stavano portando in carcere dal rumore del traffico». Solo il giorno seguente le fu permesso di effettuare una telefonata per informare la famiglia della sua condizione.
Tra i momenti più drammatici, la giornalista ha ricordato la comunicazione della morte di Jimmy Carter, ex presidente statunitense associato alla crisi degli ostaggi in Iran: «È stata l’unica notizia che mi hanno dato durante la detenzione. In quel momento ho capito quale fosse la mia condizione».
Sala ha raccontato anche la difficoltà di mantenere il controllo dei nervi durante l’isolamento, trascorrendo il tempo leggendo le istruzioni sui pacchi di cibo e contando le dita delle mani.
L’intervista, caratterizzata da toni emotivi e riflessioni personali, ha suscitato ampio interesse, soprattutto per il mancato riferimento alla politica italiana, lasciando spazio a interpretazioni sul ruolo delle istituzioni nella sua liberazione.